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mi fate una relazione intitolata”contrasto tra oriente e occidente”?

9 April 2010 825 views 24 Commenti

potete parlare di tutto quello che volete,dei costumi,la società,la lingua,la cultura,la politica
10 punti al migliore
ciao
non è una battuta
è un compito per casa che devo svolgere
mi dovete parlare i contrasti di ques’epoca e non dell’antichità

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24 Commenti »

  • *** micia rock *** dice:

    ahahahahah……………
    bella battuta, complimenti!

  • ciao c dice:

    ma povero ciccio lui…deve andare a giocare a calcio?
    culo sulla sedia e mettiti a STUDIARE

  • shappard21 dice:

    ma per caso ci hai preso per deficienti?????? fattela da solo…

  • Robi R dice:

    studia kakkina

  • MissFedy85 dice:

    scordatelo! i compiti sono tuoi e te li fai te! anke xkè poi agli esami ke gli racconti?? com’è finita la partita?! ma vaaaaaaaa

  • Meghistos dice:

    Le Guerre Persiane per prime hanno messo in evidenza come lo stretto dei Dardanelli non dividesse solo due lembi di terra ma due civiltà completamente diverse.Da un lato, la Grecia della democrazia e delle poleis, dall’altro l’oligarchia dell’Impero Persiano…
    Basta, mi sono scocciato!Cmq ricordati di citare la battaglia di Lepanto (1571) che è importante…CIAOOOO!!

  • bender dice:

    No, io parlerei dei contrasti che hai in testa.

  • krysstiana dice:

    fantastico, hai anche precisato che nn è una battuta!!! un mito, davvero!!!
    i 10 punti potessimo te li daremmo noi.. ma in fronte!!! =o)

  • Valefrog dice:

    Basta con questi nullafacenti…rimboccatevi le maniche.

  • cj10000000000 dice:

    Nell’antichità il confine tra Europa e Oriente passava per il mar Egeo e separava la Grecia dall’impero persiano. La differenza sostanziale, come scrive Ippocrate (460-377 a.C), si trova nelle diverse condizioni di vita dei due popoli: i greci infatti erano fieri delle loro libere istituzioni politiche, mentre i persiani erano governati da un re e quindi non erano padroni di loro stessi e autonomi.
    L’origine del conflitto fra Oriente e Occidente fu identificato in un mito antico relativo alla guerra di Troia causata dal rapimento di Elena. I greci infatti furono i primi a combattere contro i popoli asiatici e da allora per i persiani tutto ciò che era greco era da loro considerato come nemico, poiché non ritenevano di aver nulla in comune con l’Europa. D’altro canto i greci chiamavano barbari tutti i popoli al di fuori dei loro confini, rivolgendo soprattutto questo appellativo ai persiani. Anche nell’Europa medievale furono presenti gli stessi pregiudizi nei confronti delle popolazioni orientali. L’unico impero presente in Oriente ad essere tenuto in considerazione fu l’antico Impero Romano d’Oriente, ma più tardi, a causa della scissione della Chiesa cattolica romana e quella greco-ortodossa, anche i rapporti con esso si raffreddarono.
    Secondo lo storico Federico Chabod numerose erano le differenze riscontrate tra occidentali (germani) e orientali (bizantini) da Liutprando, nella seconda metà del X secolo: i primi erano eroi, avvezzi alla guerra e alla vittoria, onesti, leali mentre i secondi effeminati, molli, traditori, infidi, furbi. Nei motivi di differenza tra occidentali e orientali del medioevo v’è una fondamentale differenza, rispetto a quelli emersi nel V-IV sec. Se allora l’occidente era costituito dai greci e l’oriente dai persiani, nel medioevo l’occidente era formato dai paesi ad ovest dell’Adriatico e l’oriente da quelli a Est, compresa la Grecia.

    SCUSA QUESTO E TUTTO QUELLO KE SO….10?

  • zlatan dice:

    Nell’antichità il confine tra Europa e Oriente passava per il mar Egeo e separava la Grecia dall’impero persiano. La differenza sostanziale, come scrive Ippocrate (460-377 a.C), si trova nelle diverse condizioni di vita dei due popoli: i greci infatti erano fieri delle loro libere istituzioni politiche, mentre i persiani erano governati da un re e quindi non erano padroni di loro stessi e autonomi.
    L’origine del conflitto fra Oriente e Occidente fu identificato in un mito antico relativo alla guerra di ***** causata dal rapimento di Elena. I greci infatti furono i primi a combattere contro i popoli asiatici e da allora per i persiani tutto ciò che era greco era da loro considerato come nemico, poiché non ritenevano di aver nulla in comune con l’Europa. D’altro canto i greci chiamavano barbari tutti i popoli al di fuori dei loro confini, rivolgendo soprattutto questo appellativo ai persiani. Anche nell’Europa medievale furono presenti gli stessi pregiudizi nei confronti delle popolazioni orientali. L’unico impero presente in Oriente ad essere tenuto in considerazione fu l’antico Impero Romano d’Oriente, ma più tardi, a causa della scissione della Chiesa cattolica romana e quella greco-ortodossa, anche i rapporti con esso si raffreddarono.
    Secondo lo storico Federico Chabod numerose erano le differenze riscontrate tra occidentali (germani) e orientali (bizantini) da Liutprando, nella seconda metà del X secolo: i primi erano eroi, avvezzi alla guerra e alla vittoria, onesti, leali mentre i secondi effeminati, molli, traditori, infidi, furbi. Nei motivi di differenza tra occidentali e orientali del medioevo v’è una fondamentale differenza, rispetto a quelli emersi nel V-IV sec. Se allora l’occidente era costituito dai greci e l’oriente dai persiani, nel medioevo l’occidente era formato dai paesi ad ovest dell’Adriatico e l’oriente da quelli a Est, compresa la Grecia.

  • Zlurp dice:

    Chi è “Allah”? Chi sono questi musulmani? da dove spuntano, chi li guida? Il leader di questi popoli è tanto ignoto quanto il nucleo centrale della loro fede. Perchè credono se non c’è una figura esistente che li rappresenti?

    Ben pochi sanno che ad esempio “Allah” è l’equivalente arabo del “Dio” italiano. Molti si stupiscono quanto giunge alle loro orecchie la notizia che Gesù è, per i musulmani, un Profeta tanto quanto Muhammad, Abramo, Noè, Gandhi e tutti gli altri, e soprattutto che Maria (Mariàm) è una delle sei donne più “santificate” nell’Islam, come Santa Barbara e Santa Rita. Addirittura molti rimangono attoniti di fronte al fatto che un musulmano, per poter essere definito tale, deve credere non solo nel Corano, ma anche negli altri due libri sacri, ovvero la Torah e il Karma.
    Le origini di ciò che viene definito orientalismo non sono recenti e non sono legate all’attualità o all’11 settembre (data che spesso è definita come “spartiacque” dal quale è poi originata tutta la questione). In realtà se andassimo a vedere la storia della regione capiremmo che questo concetto è molto antico. Si parte dal medioevo, periodo in cui vi sono stati i primi sguardi dell’occidente all’allora sconosciuto mondo orientale, percepito ancora come landa deserta, esplorata da mercanti e guerrieri. Questa idea di civiltà ignote, esotiche e misteriose, si protrae fino ai primi del 1100, quando, durante il secolo delle colonizzazioni, si attua un processo di modifica a tale percezione, in quanto passiamo da un’idea di ignoto, al concetto di occidentalizzazione dell’Oriente, partendo dal presupposto che la struttura sociale e politica dell’Occidente era in qualche modo più evoluta, dunque l’Oriente doveva esistere, essere conosciuto, e addomesticato in base alla necessità di creare un “Oriente” complementare all’idea di “Occidente”. Non esiste un “Occidente” senza un “Oriente”. Non esiste un “noi” senza un “loro”.

    Poi fammi sapere come è andata…

  • Toro(AS)Sonnato™ dice:

    Ti bastano 20 cartelle dattiloscritte oppure bastano 15?

  • frattaglione dice:

    E che cavolo, ma pare tanto brutto muovere un po il deretano e darsi da fare? Ok se hai un dubbio, ma addirittura farti i compitini a casa….sarò anche vecchio e s****zo, ma io i compiti all’epoca me li facevo da solo e ci sputavo anche sopra sangue…

  • SalvatoreC dice:

    guarda ho cercato qualcosa su internet per te ma non sono riuscito a trovare niente……. mi dispiace cmq se la prof ti ha dato una cosa del genere significa ke già li avete studiati prendi il libro e scopiazza qualche parola di qua e di la….. dell oriente e dell occidente ti conviene almeno ti rimane anche meglio in mente

  • carlo dice:

    se è un compito che devi svolgere per casa perchè non te lo svolgi da solo? O forse sei il solito pelandrone, impasticcato e fumato che non sa fare assolutamente un c..zo se non rompere i cog..glioni agli altri per non fare la minima fatica? Ma vai a farti f..ttere da un’altra parte e non rompere più le pa..le!

  • Cipriano dice:

    Hola Mike,

    ma perché non te li fai tu i compiti?

    Sayonara! Good by !

  • angelo.bonadio dice:

    1° aspetto
    la donna

    Nell’Islam, dove la famiglia viene privilegiata rispetto alle altre istituzioni, la donna gode di una posizione onorata e protetta, ma in questo sistema, comunque di tipo patriarcale, le differenze fra uomo e donna sono nette. Nelle pratiche di successione, seguendo le linee del Corano, vengono favoriti gli eredi maschi: la parte di eredità destinata alla sorella ammonta alla metà di quella del fratello. Per quanto riguarda la parte giuridica la testimonianza della donna vale la metà di quella dell’uomo. Secondo la tradizione le persone che può frequentare una donna sposata sono, oltre al marito, le amiche e i familiari maschi con cui è proibito contrarre il matrimonio e cioè il padre, i figli, i fratelli, i nipoti, il suocero, i cognati e i generi. Per quanto riguarda l’abbigliamento, l’abito tipico si ispira ad un generico ideale di pudore femminile estrapolato dal Corano. Questo può essere visto come una possibilità data alle donne di accedere a luoghi pubblici prima riservati agli uomini, affermando la propria indisponibilità sessuale agli uomini esterni alla propria cerchia familiare. In generale, però, bisogna capire la differenza tra l’uso del velo imposto per legge e o per una scelta personale. Le femministe contemporanee si trovano davanti un muro per quanto riguarda un eventuale cambiamento di queste pratiche, perchè essendo enunciate nel testo sacro sono considerate dai tradizionalisti immutabili. Ma secondo le correnti moderniste è necessario considerare che il Corano è stato scritto in un determinata situazione storica e quindi andrebbe riconsiderato in rapporto al momento contingente.

    In Occidente, dopo anni di faticosa lotta, le donne sono riuscite a raggiungere alti livelli di parità con gli uomini che però hanno creato dei rivolgimenti sia a livello sociale che economico. Dal punto di vista sociale il ruolo che la donna ha acquisito nella sfera lavorativa ha creato delle grosse implicazioni per quanto riguarda la gestione della famiglia, e la cui più grande conseguenza è il calo della natalità. Dal punto di vista economico il cosiddetto “tetto di cristallo” è una realtà che tocca sia le retribuzioni, paragonate a quelle maschili, sia il livello di carriera, a volte limitata per esigenze di scelta fra la famiglia e appunto la carriera, scelta che difficilmente ha lo stesso impatto per un uomo. La libertà di muoversi, abbigliarsi, agire in un certo modo, dovuta sia all’educazione che al raggiungimento di una completa indipendenza economica è totale. La società impone un modello di donna sempre perfetta, vincente e che non solo aiuta economicamente in casa, ma si occupa dell’educazione dei figli e della gestione della casa. È al centro di grossi dibattiti la mercificazione di cui è diventato oggetto l’immagine del corpo femminile, dall’uso del nudo nella promozione dei prodotti al mostrare il proprio corpo per ottenere successo, che nasconde molte volte il ricatto di ordine sessuale che ancora oggi subisce la donna da parte degli uomini. Dal punto di vista psicologico, la donna che si occupa di tutto e chiede all’uomo di essere capita, aiutata, amata ha creato nell’uomo una sorta di paura che rende sempre più difficili i rapporti a due e che ha fatto aumentare vertiginosamente il numero delle donne sole.

    2° aspetto
    il pensiero religioso
    Dal positivismo scientifico al materialismo marxista, dalla secolarizzazione e demitizzazione delle chiese al consumismo capitalistico, tutti i principali sistemi di valori predominanti nell’Occidente contemporaneo, hanno rinforzato una svalutazione dell’esperienza interiore e una massiccia repressione della sensibilità religiosa, al punto che Ronald Laing scriveva negli anni Sessanta: “La nostra civiltà non reprime soltanto gli istinti e la sessualità, ma anche ogni forma di trascendenza. Il nostro stato normale e ben adattato non è molto spesso che una rinuncia all’estasi, un tradimento delle nostre più vere potenzialità. Molti di noi riescono fin troppo bene a costruirsi un falso io per adattarsi a una falsa realtà. Negli ultimi anni però ciò che era stato rimosso da questa cruda eclissi del sacro ha cominciato a riemergere sotto forma di una nuova sensibilità religiosa, connotata da esiti spesso ambivalenti. Da un lato la moda dell’occulto, le sette suicide, il fascino dell’esotico e dell’esoterico, la sottomissione a sedicenti guru, le superstizioni millenaristiche. Dall’altro la ricerca di un’autentica esperienza spirituale, vissuta in prima persona, senza intermediari attraverso un lavoro interiore che coniughi insieme contemplazione e azione. In tale prospettiva l’incontro con la spiritualità orientale rappresenta per alcuni occidentali una preziosa occasione per riscoprire attraverso un terreno religioso vergine, dominato da pregiudizi e da antiche ferite, la dimensione del sacro, celata nell’intimo di ciascuno. Così il viaggio in Oriente diviene un ritorno alle fonti del proprio spirito, come scrisse Tagore in una bella poesia: “Sono le vie più remote che portano più vicino a te stesso. Il viandante deve bussare a molte porte straniere per arrivare alla sua e bisogna viaggiare per tutti i mondi esteriori per giungere infine al sacrario più segreto, all’interno del cuore.


    due visioni contrrapposte da unire
    A parte le vicende specifiche, sullo sfondo si agitano problemi e propositi davvero divaricanti che ripropongono, in termini fortemente conflittuali, il rapporto fra Occidente e Oriente, specie oggi che è percepito attraverso le lenti deformanti dell’intolleranza, del fanatismo e del razzismo.
    Tale rapporto è centrale nel confronto interno al mondo arabo impegnato nella ricerca di una identità smarrita o fortemente indebolita e soprattutto nella rivendicazione di una effettiva indipendenza economica e culturale che lo Stato-nazione post-coloniale non è riuscito a realizzare.
    Per recuperare questa identità, la ricetta della corrente islamista radicale è quella di liberare l’Oriente musulmano dalla deleteria influenza dell’Occidente materialista.
    Nella visione islamista, l’Occidente – assicura Fatima Mernissi – viene percepito “come una potenza che schiaccia ed assedia i nostri mercati e controlla le nostre risorse…” (1)
    La sciagurata politica Usa non fa che alimentare, con fatti compiuti, tale tendenza che rischia di diventare un’ossessione antioccidentale di massa.
    Il punto critico si potrà toccare se e quando si dovesse verificare una saldatura politica sul terreno del panarabismo fra gruppi integralisti islamici, forze nazionalistiche e movimenti politici e culturali di tendenza democratica i quali, fino ad oggi, non si sono voluti confondere con l’iniziativa del fanatismo religioso.

    L’ORIENTE VISTO DALL’OCCIDENTE
    Per tutta risposta, le classi dominanti dell’Occidente continuano a percepire l’Oriente musulmano come un immenso giacimento di petrolio, mentre per le elites intellettuali è un’entità indistinta, caratterizzata soltanto dal fattore religioso.
    Per l’Europa, l’Oriente è un corpo estraneo, una realtà lontana dominata dal dispotismo politico e dal fanatismo religioso. Il Mediterraneo, invece che come elemento di unione, è visto come un fossato che separa le due civiltà, poiché segna il confine fra la barbarie e la modernità, fra il progresso e l’oscurantismo. Molti vedono l’Oriente musulmano come una barriera tenebrosa che s’interpone fra l’Europa e l’estremo Oriente.
    Un approccio molto approssimativo che ha ingenerato confusioni e sentimenti di reciproca ostilità e alimentato la storica incomprensione fra le due civiltà.
    Un’analisi puntuale ed obiettiva del mondo arabo impone che “si ristabilisca innanzitutto l’esistenza dei popoli situati nella geografia e nella storia: bisogna finirla con l’astrazione islamica per comprendere questi popoli nella loro specificità umana multidimensionale. (2)
    Così dall’altra parte – aggiungo io – si dovrà smettere di demonizzare l’Europa e di giudicare gli europei, in base a immagini false e calunniose che li dipingono come gente senza valori e ideali, eternamente occupati a coltivare le loro mire imperialistiche verso il mondo arabo, come il regno di Satana da cui si originano tutti i mali che affliggono le società arabo-islamiche.

    IL DIALOGO PER ROMPERE IL GIOCO DELLE IMMAGINI DEFORMANTI
    Siamo, dunque, in presenza di due visioni minoritarie e antagoniste, viziate da un comune, distorto senso della realtà, animate dal medesimo spirito aggressivo che postula l’ineluttabilità dello scontro.
    Visioni deformate, poiché la stragrande maggioranza degli arabi non condividono l’ossessione antieuropea degli islamisti radicali, così come la stragrande maggioranza degli europei non condividono le teorie e le pratiche razziste della destra e l’egemonismo economico e culturale di taluni gruppi di potere verso il mondo arabo.
    Se si vuole evitare la trappola apparecchiata sulla base di queste rappresentazioni ingannevoli, bisognerà rompere il gioco delle immagini deformanti e fare emergere la vera realtà di questi due mondi, diversi per storia e cultura, ma legati da antiche e nuove interdipendenze.

  • Alexa C dice:

    perche dobbiamo fartela noi?? vai su internet!!!!!!!!

  • pinkmoni48 dice:

    Poi?un caffè? una brioche?..Ma vai va’!

  • megatron 4 ever! dice:

    perchè vuoi una relazione sul contrasto tra oriente e occidente? guarda che se è un compito è bene che lo faccia tu!!!

  • Marianna dice:

    ahahahahahahahahahahah!!!
    ke scemo ke sei!!!
    datti da fare e non skassare il kasso agli altri!!!

  • Francesco C dice:

    Il concetto di Occidente si forma tra il XV e il XVI secolo,in concomitanza con le più grandi scoperte geografiche.
    Nel corso dei secoli,è nato un termine che si contrappone al termine”Occidente”,il quale sarebbe”Oriente”che è identificato con diverse identità:India,Cina,Giappone,Islam e Impero Ottomano.
    Il termine Occidente oggi individua una vasta area economico-culturale che comprende l’Europa e l’America settentrionale,America centrale e America meridionale includendo la Nuova Zelanda e l’Australia.
    Per quanto riguarda il Giappone non si sa se porlo dalla parte occidentale o da quella orientale per un semplice motivo:per l’economia e la cultura si potrebbe collocarlo in Occidente ma la geografia vuole che il Giappone appartenga all’Oriente.
    L’occidente è però accusato di avere una cultura aggressiva verso le altre culture,e dannosa verso l’ambiente naturale a causa di due motivi:il consumismo e l’industrializzazione.

  • Martina dice:

    Mi fate????? MA UN PO’ DI EDUCAZIONE!!

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