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La musica Classica ha un futuro? Da profana mi pare legata alle solite Opere da sempre?

8 May 2010 150 views 6 Commenti

MI sembra come la musica napoletana, che ha dato il meglio di se in un periodo in cui sono stati scritti i grandi classici, famosi a livello mondiale, ma poi? Dopo, il nulla artistico,

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6 Commenti »

  • coyotedream dice:

    veramente i compositori moderni esistono tutt’ora, infondo per musica classica si intende un genere tutt’ora vivo, se no a quest’ora i conservatori sarebbero chiusi se più nessuno componesse musica.

  • Laura dice:

    ci sono i compositori di musica moderna… guarda ad esempio Stockhausen, Salonen, Varese, Berio, Rautavaara …
    Solo che le opere sono meno conosciute di quelle scritte nel ‘800 ad esempio

    Ciao ^-^

  • Giuseppe Callas Puccini dice:

    Lo scopo è tramandare le opere dei geni del Passato. L’Italia è il paese di geni quali Verdi, Puccini, Donizzetti, Bellini, Rossini etc etc etc, solo per citare l’esempio italiano…

  • QUANTUNQUE IO dice:

    Secondo me no. E questo perché essa è una musica specifica di un’epoca ormai passata,non dei giorni nostri; anche perché molti giovani d’oggi non è che sentano canzoni classiche sui loro mp3,ne sognano di diventare grandi compositori di musica classica.
    Comunque spero di potermi sbagliare,perché tutto sommato è un genere musicale stupendo e ricco di fascino.Già Allevi ha acceso una piccola speranza,speriamo non si spenga : )
    ciaooooo

  • Waldmeister '90 dice:

    La musica classica è il futuro, sai cosa diceva il mio prof. di musica?
    “La musica moderna nasce oggi e muore domani”
    Io sono sempre stato d’accordissimo con queste parole, in fin dei conti è sotto i nostri occhi, sfido chiunque di voi a ricordare almeno due o tre canzoni della scorsa estate… allora…?
    Hai perfettamente ragione a ritenere che la grande musica ha avuto la sua stagione e che ormai, purtroppo, nulla pare tenere il confronto, però (e questo te lo dico da appassionato) se solo la gente si accostasse un po’ di più a questo genere si accorgerebbe di quante e quante magnifiche melodie ci sarebbero ancora da riscoprire e, soprattutto, da riascoltare.
    Per lo meno questo è il mio pensiero, ciao!

  • Colonium dice:

    Ciao!

    Noto nella tua domanda un profondo pessimismo.
    Sicuramente concordo sul fatto che la classica fu apprezzata maggiormente nel passato piuttosto che nell’odierno. E secondo il mio parere, il motivo di questa “discesa” è uno solo: l’educazione.
    La gioventù di oggi (scusami se generalizzo, ma in grandi percentuali è così) non è stata ben educata all’arte musicale. A scuola, se ci fai caso, si studia dall’elementari al liceo l’arte figurativa (chiamala educazione all’immagine, storia dell’arte… il succo è sempre quello). I giovani che studiano hanno quindi la possibilità di apprezzare, seppur nelle limitate conoscenze che offre questo tipo di didattica, la bellezza e l’essenza di una scultura, di un quadro, una cattedrale.
    Per la musica, purtroppo, non è così.

    A meno che non si studi uno strumento fuori dalle ore scolastiche, non ritengo che questo tipo di approccio che offre oggi la scuola possa funzionare.
    Alle elementari non c’è per niente la possibilità di fare serie lezioni di musica, penso anche per l’elevato numero di alunni per classe. Se si arrivasse, alla fine dei 5 anni offerti dalla scuola primaria, ad avere una chiara idea su note, chiavi, lettura del pentagramma e qualcos’altro, allora tutto potrebbe assumere un senso.
    Alle medie, quindi, oltre a far strimpellare uno strumento ai ragazzini, si dovrebbe dare qualche ulteriore nozione, anche a livello storico, perché pensandoci non è sensato che ragazzi di 12-13 anni non sappiano neanche lontanamente chi fosse Mozart (cosa che mi è accaduta di sentire di persona, ahimè…). Ma le attuali ore a disposizione per far ciò son troppo poche.

    Le musiche operistiche hanno maggiori possibilità di essere conosciute. E questo grazie anche al dilettantismo. Visto il successo avuto dall’opera nell’Ottocento, vi sono parecchie trascrizioni facilitate delle più conosciute arie per diversi strumenti. La vera musica classica (e quindi vado ad escludere già in partenza le sonatine di Clementi, pur essendo parecchie formative, ed altro) richiede una maggiore applicazione, che va oltre il dilettantismo. E il mondo di oggi è poco paziente.
    Basta ascoltare la famosa espressione “ma che pa**e sta musica” quando proponiamo l’ascolto a qualcun’altro. E questo dipende anche dall’educazione di cui parlavo prima.
    Se consideri poi che la classica non si fermi soltanto all’espetto estetico ma soprattutto alla struttura, allora non c’è davvero speranza.
    Abituiamoci al fatto che sia musica per pochi.
    E lo dico con molto dispiacere.

    Saluti.

    Colonium

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