Il futuro dei nostri rapporti sarà segnato dai “sentimenti” politici di amore e odio?
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/10-01-03/02.spm
Il politico voglio che mi governi, non che mi ami
Caro BSev,
sarà la coincidenza con il Natale, ma in questi giorni si sente un gran parlare, nelle cronache politiche, di «amore» e di «odio». Personaggi più o meno autorevoli ci infliggono, anche dalle righe di “Italians”, lezioni su quali sentimenti sia o non sia lecito nutrire per i sodali e gli avversari politici. Questi discorsi, applicati alla politica, mi ricordano molto l’inevitabile domanda che tutte le vittime di reati gravi si sentono porre dai giornalisti: «Ma lei lo ha perdonato?», e sono altrettanto privi di senso. Odio e amore nella politica, così come perdono e rancore nella giustizia, sono fuori posto: sono sentimenti privati, rilevanti solo per chi li prova e irrilevanti per la collettività. Se uno odia qualcun altro, fatti suoi. Io non voglio essere governato da un politico che mi ami: anzi, se permette, gli direi di stare al suo posto; e tanto meno sono incline ad amare un politico. Un politico, e tanto più un uomo di Stato, si misura sulle cose che dice e che fa, sulla capacità di governo e sulle priorità che si pone, sull’onestà e sull’affidabilità. Non sui sentimenti che prova e che suscita. Proprio per questo, se dico che un certo politico, recente bersaglio di un atto inqualificabile, costituisce un grave danno per il Paese, persegue una politica di svuotamento delle istituzioni di garanzia, esercita il potere a fini personali e alterando l’equilibrio costituzionale, non faccio una «campagna d’odio»: faccio una campagna politica. Chi, per rispondere ad accuse politiche (o per sostenerle, se dalla mia stessa parte), chiama in causa sentimenti e affetti, non fa politica, se non nel senso che cerca di cancellare il dibattito politico e sostituirlo con la distribuzione di immaginette del «premier buono» o del «dittatore diabolico». Quindi: evitiamo le campagne d’odio, ma anche quelle d’amore, please.
fino a quando la politica sarà segnata dalla speculazione sui sentimenti o sui “buoni sentimenti”?
Argomenti simili:
- Berlusconi resta in ospedale "Perchè tanto odio contro di me?"
- Come sarà il fine settimana tra ”mosca e san pietroburgo”lo scorso anno una ” tempesta di ghiaccio ”….?
- Studo Aperto: Politica questa sconociuta?
- La stampa : E stata la cronaca di una aggressione annunciata e di pietro è l’stigatore ?
- La Lega ha scelto per il Veneto "Il candidato sarà Luca Zaia"










mi sembra chiaro fin dall’inizio, loro amano, noi odiamo. Quindi la destra è il partito dell’amore e per contrapposizione la sinistra il partito dell’odio.
Mi sembra come a scuola che chi sta alla lavagna a scrivere i buoni e i cattivi dai lati della lavagna, lui sicuramente si scrive per primo nei buoni e se paghi o gli sei simpatico scrive anche il tuo nome nei buoni, tutti gli altri cattivi.
Insomma na roba da asilo infantile, quindi va bene per gli italiani.
“Odio e amore nella politica, così come perdono e rancore nella giustizia, sono fuori posto: sono sentimenti privati, rilevanti solo per chi li prova e irrilevanti per la collettività”
Facciamo molta attenzione a questa considerazione, se ci preoccupiamo esclusivamente della collettività non faremmo altro che seguire le leggi che regolano il sistema natura.
Perfettamente efficaci ed efficienti, per carità ma estremamente crudeli. Se non mi preoccupo di ciò che prova il singolo, perché non uccidere tutti i delinquenti? Perché, addirittura, non uccidere tutti i diversamente abili? Perché non costruire dei siti per lo stoccaggio di rifiuti tossici allontanando con la forza chi vi abita intorno?
Ovviamente la risvolta hippy del PDL è ridicola e goffa ma non allontaniamoci troppo dai sentimenti (meglio parlare di istinti). Assecondiamo efficacemente la natura dei nostri sentimenti non annulliamola.
Lascia un commento!
Categorie
Sponsor
Commenti Recenti
Link us
Articoli Recenti