Francesco Guccini – Il Pensionato
Lo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare, l’ odore quasi povero di roba da mangiare, lo vedo nella luce che anch’ io mi ricordo bene di lampadina fioca, quella da trenta candele, fra mobili che non hanno mai visto altri splendori, giornali vecchi ed angoli di polvere e di odori, fra i suoni usati e strani dei suoi riti quotidiani: mangiare, sgomberare, poi lavare piatti e mani. Lo sento quando torno stanco e tardi alla mattina aprire la persiana, tirare la tendina e mentre sto fumando ancora un’altra sigaretta, andar piano, in pantofole, verso il giorno che lo aspetta e poi lo incontro ancora quando viene l’ ora mia, mi dà un piacere assurdo la sua antica cortesia: “Buon giorno, professore. Come sta la sua signora? E i gatti? E questo tempo che non si rimette ancora…” Mi dice cento volte fra la rete dei giardini di una sua gatta morta, di una lite coi vicini e mi racconta piano, col suo tono un po’ sommesso, di quando lui e Bologna eran più giovani di adesso… Io ascolto ei miei pensieri corron dietro alla sua vita, a tutti i volti visti dalla lampadina antica, a quell’ odore solito di polvere e di muffa, a tutte le minestre riscaldate sulla stufa, a quel tic-tac di sveglia che enfatizza ogni secondo, a come da quel posto si può mai vedere il mondo, a un’ esistenza andata in tanti giorni uguali e duri, a come anche la storia sia passata fra quei muri… Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce la vita, com’è fatta e come uno la gestisce ei mille …
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Passando per paolo fabbri mi viene sempre in mente lei… questa canzone!
Grazie Italo.
che capolavoro!
poesia ….grazie…piango ogni volta che la sento…
e a poco a poco andrà via dalla nostra mente piena, soltanto un impressione che ricorderemo appena…. cristo, viviamola sta cazzo di vita!!
mio caro rozzification
piango anche io… proprio perchè non sappiamo dire “se sia peggio la sua solitudine o la mia”… chissà se Guccini ha davvero conosciuto questo pensionato o è l’ennesimo frutto ben riuscito della sua immaginazione mista a dei tratti comuni a tutte le persone. Di certo dentro ognuno di noi c’è quel pensionato che altro non ha fatto che sopravvivere a sè stesso!
Dylan Dog n° 244
Io piango tutte le volte che la sento, non so dire quale sia il vero motivo, so solo che mi trasmette un’emozione pazzesca.
Grazie.
perchè ringraziate sclavi??
dai che è ancora così………….per pochi…
Giovanni: forse siamo coevi, se non coetanei. Io la suonavo con gli amici 25 anni fa. E ancora mette i brividi. Pensare che c’è un giovane musicista che abita vicino alla casa dove vivo solo. Mi chiede spesso della nostra città, Firenze, di trent’anni fa: la storia, seppure forse solo immaginata, si ripete. Che dire. Eraclito? Mah, di certo Francesco tocca da sempre corde profonde che quando vibrano lasciano un’eco nell’anima che tarda ad estinguersi. Nella mia dura da sempre.
Cosa commentiamo a fare certe canzoni!!!!In silenzio,ASCOLTARE E VENERARE UN IMPAREGGIABILE FUORICLASSE DELLA MUSICA ITALIANA.UN UNICA COSA DA DIRE ……..GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
questa è veramente bella. Da ragazzi della sua età ci sembrava molto esagerata. Ora che siamo arrivati a questa età comprendiamo veramente tutto: Francesco è sempre grande
L’ho scoperta da poco e mi piace tantissimo!
In particolare quando dice “Se a conti fatti sia più triste la sua solitudine o la mia”
e il pezzo finale: “Soltanto un impressione che ricorderemo appena”
…la sua antica cortesia,buongiorno professore cme sta la sua signora?…altri tempi,purtroppo…
GRAZIE Tiziano Sclavi……
Cazzo anche io!
anche se amo guccini questa mi mancava , e grazie a dylan ora la conosco
idem per me
comunisti di merdaaa w il fascio…
ascolta…………
Canzone straordinaria, come tutte quelle del Maestrone d’altra parte!!!
Scusami ma non sono d’accordo.
Uno può conoscere Guccini ora oppure possono averli conosciuti prima i suoi genitori….ma cosa cambia?I valori restano e comunque nessuno cresce a pane e canzone….certo lui rappresenta magari i sessantottini ma i suoi testi sono talmente belli e avanti che possono rappresentare anche i giovani di adesso…
se droledemide dice di essere cresciuta con Guccini,Faber e Gaber cosa c’è di male?
bellissima canzone, grandissimo Guccio… come sempre, del resto..
pensavo di essere l’unico a essere capitato qui dopo aver letto “Marty”…
anche io devo “ringraziare” tiziano sclavi se ho potuto apprezzare questa canzone
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