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Come possiamo fermare la regressione culturale in atto?

3 March 2010 267 views 9 Commenti

Un’Answerina ha descritto molto bene le difficoltà che incontra, come insegnante, parlando di “ultima frontiera” e “della cultura che in certi ambienti non ha valore”, dell’abitudine, da parte dei ragazzi, di “trascurare la lettura” nonché del loro “stringato linguaggio”.
Questa la preoccupante situazione, ma è possibile trovare un rimedio?

Qui potete leggere la risposta di Procef che ha ispirato questa domanda.

http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Aiy0f_F2xm.JRCibaCtF8MTxDQx.;_ylv=3?qid=20100131201807AAVGAqH&show=7#profile-info-gMEDiw4vaa

@ NoStyle : molto interessante la teoria della selezione naturale, non è da escludere.
@ suzzo : credo che il lassismo sia una caratteristica di questo paese!

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9 Commenti »

  • Sanji dice:

    Sì, prendere a cinghiate in faccia dalla parte della fibbia tutti/e quelli/e che scrivono con k e abbreviazioni.

  • bertoz82 dice:

    e che fai ammazzi l’umanità tenendo vive 2 persone che sanno parlare per ripopolare il pianeta?

    ovviamente sono sarcastico non esiste rimedio ma se a loro piace parlare con le K che facciano come vogliono

  • ColoreDiCaneKeFugge... dice:

    La tua è davvero una bella domanda. . . posso risponderti “dall’interno” perché ho 19anni e vivo in mezzo alla generazione sgrammaticata. I miei genitori si sono fermati alla terza media, le rispettive famiglie non potevano permettersi il lusso di mandare la numerosa prole alle superiori, nonostante ciò mia madre è un’avida divoratrice di libri, e mio padre è un appassionato di storia.
    Sono stata una bambina un po’ atipica, alle elementari i miei amici guardavano i cartoni, io Superquark e Geo&Geo, andavo pazza per l’archeologia, la Zoologia, l’astronomia. . . e a scuola ero soprannominata “dizionario” perché formulavo frasi complicate per un bambina della mia età e conoscevo il significato di parole che alcuni dei miei compagni probabilmente non conoscono nemmeno adesso. . .
    Non so fino a che punto però il mio modo di esprimermi e la mia passione per la lettura derivino dai miei genitori o dall’ambiente. E il motivo è presto detto: ho una sorellina di dieci anni, mi pare ovvio sia cresciuta nel mio stesso ambiente, anzi con l’aggiunta della mia influenza, ma non legge, non ha interessi, non conosce la grammatica italiana, per lei congiuntivi e condizionali sono intercambiabili a seconda dell’umore, un puro e semplice optional, non nota la differenza tra a e ha, e ed è, ma nei suoi quaderni non troviamo mai una correzione, un segno del passaggio della sua maestra.
    L’unico rimedio secondo me è una maggiore inflessibilità da parte degli insegnanti fin dalle elementari, perchè sono i 5anni più importanti della nostra formazione. Nella mia classe alle elementari per un errore di grammatica commesso ripetutamente si doveva riscrivere per 100volte la regola sul quaderno, non passava giorno che non dovessimo leggere una storia e farne il riassunto, scrivere una pagina di diario, un tema su qualche festività, siamo stati abituati a leggere e comprendere, e ad usare la lingua nel modo adatto e la nostra maestra era sempre presente per correggerci. . .
    I casi disperati ci sono comunque è ovvio, ma facendo un esempio su 50ragazzini della mia età 15si sono iscritti al liceo classico (me inclusa) e altri 15 al liceo scientifico con buoni risultati (anche alcuni 100e lode)
    Dopo di noi invece il numero di ragazzi iscritti ai licei è drasticamente diminuito, ma va aumentando il numero di ragazzi rimandati già alle medie.
    Guardacaso le maestre della “vecchia scuola” che avevano insegnato a noi durante tutti i 5anni delle elementari, hanno smesso con noi per andare in pensione, o perché trasferite, sostituite da altre meno preparate o meno esperte chi lo sa, che si susseguono di anno in anno e che non seguono i bambini in modo adeguato. E’ un circolo vizioso: chi potrebbe fare meglio non è incoraggiato ad impegnarsi (tanto la maestra non mi controlla) chi non fa niente è incoraggiato a non fare (tanto la maestra non mi controlla). Arrivati alle medie le lacune non possono essere riempite dai professori, il programma non prevede lezioni di grammatica elementare, e non prevede nemmeno che io (professore) insegni al mio alunno a leggere, dovrebbe già saperlo fare, così io (sempre professore) ti do un libro da leggere in un tempo prestabilito sul quale poi dovrai fare un compito.
    L’alunno svogliato, che si crede troppo furbo, lascia il libro a riempirsi di polvere in qualche recesso della sua camera (è una noia. . . ) accende il computer e va a cercarsi un riassunto (tanto mica mi sgamano) infagotta alla bell’e meglio due informazioni e consegna il compito (tiè fregato anche stavolta!)
    E così farà per tutta la sua carriera scolastica. . .

  • Robki68 dice:

    Colore di. . . potessi ti darei io i 10 punti, infatti nella prima classe elementare frequentata da mia figlia è un casino, non riesco a capire come è possibile che una maestra non riesca a controllare una miniclasse ( inteso come numero), sulla votazione è uguale, da lo stesso voto sia a chi fa che a chi non fa.
    è vero che serve, senza dubbio, anche l’impegno dei genitori ma l’insegnante dovrebbe essere consapevole e ricordarsi che è un insegnante, non dare bei voti a tutti, permettere ai casinisti di fare ciò che vogliono, solo per evitare i colloqui con i genitori.
    Buona giornata a tutti.

  • ermetethot dice:

    Il rimedio sarebbe quello che si evince dalle risposte prima della mia. . . . . maestre preparate, che per insegnare debbano dimostrare di esserlo, superare un esame, fare un concorso come si faceva “prima”. . . . . giá prima che una disgraziata e sbagliatissima idea di libertá intesa come permesso di fare tutto e il contrario di tutto spazzasse via, insieme all’idea di una cultura “classista” (e questo poteva essere condivisibile) anche la cultura. Fortunatamente ci sono “sacche di resistenza”, la speranza non deve abbandonarci vedendo ragazzi giovani che si esprimono con ottima proprietá di linguaggio.

  • NoStyleJustArt dice:

    Perdonate la drasticità ma io la vedo come una sorta di “selezione naturale”, in cui la cultura è ciò che ti permette di sopravvivere. Quindi non credo che si possa fermare, anche se andasse di moda la cultura, sarebbe innaturale e superficiale, basti vedere ciò che è diventata la musica rock.

  • Bri,omina sentenziosa dice:

    1° Step . . . si stermina col lanciafiamme l’ x% della popolazione mondiale (quella che non supera un Q. I accettabile)
    2° Si distribuisce ai restanti una copia gratuita del saggio di Baricco “I Barbari” (poi capirete perchè)
    http://bloglibri. hoepli. it/dblog/articolo. asp?articolo=104

  • Betty dice:

    leggendovi,penso:come sono stata fortunata,i miei 3 figli hanno frequentato scuole tedesche,loro si che hanno capito l importanza dell istruzione,investire nella scuola,vuol dire investire nel futuro,che nazione vorrebbe intere generazioni di ignoranti??????

  • suzzo dice:

    Smetterla con il buonismo e l’ egualitarismo. Non siamo tutti uguali, non devi essere promosso perchè se no poverino avrai dei dispiaceri e non avrai chance nella vita.
    Una volta le capre e chi non aveva voglia di studiare veniva mandato a lavorare, adesso praticamente tutti prendono il diploma, per assicurarsi che ciò avvenga si abbassano gli standard.
    C’è troppo lassismo nella scuola dalle elementari all’ università, ti basti pensare che mio padre è perito chimico ma un neolaureato di oggi non vale la metà, logico anche oggi ci sono i lauerati validi ma sono una piccola parte.

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