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Chi è il compositore di musica strumentale contemporanea che preferite?

7 June 2010 753 views 8 Commenti

Per contemporanei intendo compositori come Scriabin, Bartok ed altri.

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8 Commenti »

  • Valeria dice:

    topolino in Fantasia

  • Colonium dice:

    Ciao Franz!

    Hai citato proprio i miei 2 compositori preferiti, e sarebbe a dire Scriabin e Bartok.
    Scriabin sicuramente perchè è stato un musicista che ha cambiato nel corso della sua vita la sua visione della musica: da lavori tipicamente romantici (e azzarderei dire chopiniani), come per esempio lo studio op.2 n.1 http://www.youtube.com/watch?v=-S1MhgOxQ28
    a lavori che si distaccano quasi totalmente dai tradizionali canoni tonali, come gli ultimi tre studi dell’opera 65, le celebri sonate n.7 e n.9 (la “Messa bianca” e la “Messa nera”) e il suo capolavoro, sarebbe a dire Vers la flamme http://www.youtube.com/watch?v=H-I4CM9Bd-s
    Per non parlare della sua tormentata personalità, che incise tantissimo nelle sue composizioni…

    Tra i due, però, preferisco Bartok, per le maggiori innovazioni che apportò alla musica del suo tempo. Ho tante volte parlato del compositore ungherese, degli aspetti che considero più geniali nella sua musica, quindi evito di ripetermi… dico solo queste parole:
    tradizioni ungheresi – ricerca timbrica (e soprattutto il suo “percussionismo pianistico”) – ritmica e dinamica – allontanamento dalle tradizionali tonalità

    Con questo non voglio però minimizzare l’enorme contributo, molte volte sottovalutato, che Scriabin portò alla musica: anch’egli portò le sue innovazioni, per esempio nel campo della Sonata, che trasformò nella forma in un unico movimento.

    Ho risposto… aspetto di sapere quale sia il compositore contemporaneo che preferisci tu (visto che Liszt non rientra tra questi!)

    Un saluto!

  • maxLISZTmax dice:

    Se con contemporaneo intendi di tutto il 900 allora sicuramente non posso non mettere il meraviglioso Sergej Rachmaninov, che va al primo posto in assoluto (dopo Liszt.. ma già siamo nell’800)

    Alcuni alcuni pezzi di Nikolai Kapustin (tipo l’improvviso op 66 n 2), alcuni Gyorgy Ligeti (ho ascoltato “L’escalier du Diable”), Prokofiev “Toccata in re minore”..

    Molto bello il Concerto per pianoforte e orchestra di Galina Ustvolskaya (le sonate sono, mi scuso con gli amanti di questo genere, inascoltabili), anche “The Voice of Lir” di Cowell, “The sanctuary” di Hofmann, i tre studi di Roslavets.

    Da citare infine i più importanti (dopo Rachmaninov, ovviamente) Cziffra, Volodos, Horowitz e Hamelin che, oltre alle loro IMPRESSIONANTI doti pianistiche non erano (Cziffra e Horovitz) e non sono (Volodos e Hamelin) da meno neanche come compositori.

  • Mrs Doubtfire dice:

    scriabin e bartok non sono contemporanei in senso stretto
    a me piace Sergey Kuryokhin

  • bepeb dice:

    va be’, ma allora dico Debussy!

    a parte gli scherzi, direi Schostakovic: oltre ai suoi lavori famosi per orchestra, adoro l’op 34 (di cui ho suonato una parte). è incredibile, sono preludi di 1-2 pagine, e ognuno riesce ad esprimere un carattere completamente diverso (molti sono ironici in un modo quasi violento, ma alcuni sono veramente depressi, altri meditativi, altri buffi…).
    ho come la sensazione che non riesca a mettere una nota inutile nei suoi lavori, mi piace come sono puliti e nitidi, il modo in cui sceglie la timbrica e l’altezza delle note…

    di sicuro entro un paio di giorni mi viene in mente qualcun altro (della serie: ‘azz, come ho fatto a dimenticarmelo…):D

  • Andrea dice:

    Perché non parlare di compositori a noi più vicini, quali Berio, Boulez, Sciarrino,Donatoni, che hanno scritto tanta musica strumentale assolutamente nuova, esplorando le risorse più profonde degli strumenti. Negli ultimi vent’anni, come compositori di musica prettamente strumentale, si sono distinti gli italiani: Ivan Fedele, Luca Francesconi, Alessandro Solbiati, Roberto Carnevale,Luca Macchi, Stefano Gervasoni. Li consiglio vivamente (dopo, però, aver ascoltato almeno le Sequenze di Berio)!

  • GCT dice:

    Bravo Andrea; senza nulla togliere ai compositori di cento anni fa, è sicuramente meglio restringere in maniera credibile i confini della contemporaneità… I nomi che citi sono fra quelli che indicherei anch’io per avviare il percorso di ascolto (ma per proseguire con Giovanni Verrando, Mauro Cardi, Luca Mosca, Gilberto Bosco, Silvia Colasanti e via di seguito, a riprova di un panorama ricchissimo e davvero sfaccettato).
    Prendendo spunto poi da maxLISZTmax, sottolineo comunque come nel corso di tutto il Novecento la musica strumentale Sovietica prima e postsovietica poi sia una specie di miniera tutta esplorare, con compositori tanto misconosciuti quanto interessantissimi e spesso linguisticamente in anticipo sui tempi(a cominciare dalla citata Ustvolskaja e dalle sue forsennate pagine pianistiche all’insegna dei deliri di clusters). Un canale di YouTube estremamente utile per approfondire la produzione pianistica di questi compositori è http://www.youtube.com/user/Hexameron

  • Marisa dice:

    Ottima discussione. Io aggiungerei che ultimamente, grazie alla rete, ho avuto modo di apprezzare anche opere di compositori di nuova generazione che, anche se non famosissimi, fanno opere di altissimo livello e, da quello che leggo, sono anche, e forse soprattutto, molto apprezzati all’estero (ascolto spesso Giovanni Sollima, Paolo Tortiglione, Roberto Andreoni, Paolo Rotili ed altri oltre ovviamente a quelli da voi citati). Io credo che non conta quanto il compositore è famoso o rinomato per capire se fa o no bella musica. A me semplicemente piacciono. Trovo le loro opere in rete e non nascondo che spesso ci sono anche le partiture che da pianista riesco anche un pà a leggere. Perchè non pensiamo a farla finita con questo sistema dello star sistem dove solo i famosi si crede facciano roba bella? Solo quelli che non sanno come vanno le cose credono più a queste favole.

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