Il giocatore peruviano dell'Amburgo dopo il lancio contro il supporter della squadra si pente sul sito ufficiale del club: "Ho avuto un black-out; sono pronto ad accettare ogni tipo di sanzione".
AMBURGO (Germania), 5 aprile 2010 - Alla fine sono arrivate le scuse da parte dell'attaccante peruviano dell'Amburgo Paolo Guerrero, che al termine del match di campionato contro l'Hannover si era reso protagonista di un incredibile episodio. Il nazionale sudamericano, insultato da un tifoso della sua squadra, aveva risposto lanciandogli una bottiglia d'acqua di plastica in testa. Sul sito ufficiale del club tedesco il calciatore dell'Amburgo si è seriamente pentito del gesto: "Ho avuto un black-out - scrive -. Sono stato offeso e ho reagito in modo eccessivo. Sono veramente dispiaciuto. Spero di avere l'opportunità di scusarmi con il tifoso; naturalmente sono pronto ad accettare ogni tipo di sanzione. Ho fatto un grosso errore" ha concluso.

(Le immagini televisive del lancio della bottiglia)
sanzioni dure — "Potrebbe essere stata l'ultima partita di Guerrero con l'Amburgo", scrive oggi il quotidiano locale Hamburger Abendblatt. Anche l'altro quotidiano della città Hambuger Morgenpost ritiene molto probabile l'addio del giocatore: "Paolo deve fare le valigie dopo il maxiscandalo di cui si è macchiato" sottolinea il tabloid. La dirigenza dell'Amburgo ha annunciato che "nei prossimi giorni" deciderà sanzioni severe nei confronti del giocatore, mentre la commissione disciplinare della Federcalcio tedesca aprirà un procedimento. Alcuni compagni di squadra hanno riferito che Guerrero sarebbe stato apostrofato con insulti del tipo "torna in Perù" o, addirittura, "sporco omosessuale". Bruno Labbadia, tecnico dell'Amburgo, ha sottolineato che gli insulti subiti da Guerrero non possono comunque giustificare il gesto violento del giocatore. Bernd Hoffmann, presidente del club, ha rimproverato a caldo il giocatore definendo la sua condotta "assolutamente inaccettabile".



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